ANCORA UNA VOLTA… ALL’OASI DI PACE

Ancora una volta… in viaggio all’Oasi di Pace
(Franca di Ventimiglia, per la quinta volta in Colombia con i nostri ragazzi.)

È un viaggio decisamente diverso dal solito. Non è una vacanza, non è una escursione, non è una ricerca di meraviglie della natura o eventi strepitosi.
E’ un viaggio all’interno di un’Oasi: un’Oasi in cui si può respirare Pace, Serenità e Gioia. E Semplicità. La semplicità dei bambini, che ti accolgono da subito con grandi sorrisi e con forti abbracci. Che fanno a gara per sedersi vicino a te, o per offrirti un frutto che stanno mangiando, o per dirti “Io sto andando a scuola. Mi dai un bacio?”. Bambini che non vedi mai tristi, neppure quando, dopo la scuola, li vedi fare il loro turno alle pulizie della casa o al lavatoio a lavare i loro piccoli indumenti. O quando, già più grandicelli, hanno la responsabilità di prendersi cura degli animali della fattoria, polli maiali, pesci… o partecipare al lavoro dei campi di mais, di frutta, di caffè.
Sempre con il sorriso e con lo scherzo pronto, sempre con l’allegria. Vedono aprirsi uno spiraglio nel loro futuro: possono andare a scuola! E’ un miraggio, un sogno che si realizza.
E’ la quinta volta che io faccio questo viaggio alla Fondazione Oasi di Amore e di Pace ONG. L’ho vista quando era iniziata da poco, l’ho vista crescere e ingrandirsi, diventare sempre più ricca e più bella. Con tanti sacrifici da parte dei collaboratori e benefattori, con tanti patemi d’animo da parte di don Rito che ogni mese ci perde il sonno per fare quadrare il bilancio e con tanto, tantissimo lavoro da parte di tutti.
Ma la gratitudine è immensa. E il sorriso dei ragazzi ripaga di tutto.
Quest’anno le novità sono state tante. Il nuovo refettorio all’Oasi, grazie a Fabrizio e Cristina che hanno rinunciato ai doni di nozze; il Corso appena iniziato di meccanica e macchine movimento terra, cofinanziato dalla CEI con i fondi dell’8xmille; ulteriori camerette da letto e sale di studio al Semillas, la residenza degli universitari… il tutto abbellito da fiori e aiuole, il tutto curato e gestito dai ragazzi stessi. E sono oltre 60 i ragazzi che, grazie alla generosità di tante persone buone, possono ora frequentare l’Università.
La maggior parte di loro proviene dal Catatumbo, la zona di conflitto più difficile della Colombia: basta fermarsi un poco a parlare con loro e ti raccontano i fatti e le tragedie di cui sono stati testimoni. E capisci perché la scuola è così importante per loro: è il futuro che tutti sognano, e non solo per se stessi ma per coloro che verranno dopo di loro, per le loro famiglie e la loro terra.
E quando te ne vai, lasci un pezzetto del tuo cuore laggiù, in quella terra di Colombia tanto bella e tanto travagliata, ma soprattutto lasci il tuo cuore a quei ragazzi che non vorrebbero lasciarti partire e che, anche quando sei ormai giunta a casa, continuano a inviarti messaggini: “ci manchi, torna presto…”.
Si, è un viaggio decisamente diverso; ma è un viaggio che tutte le persone dovrebbero poter fare, perché lì ti rendi conto che i tuoi gesti di amore, le tue rinunce e il tuo aiuto sono vita e futuro per tanti giovani che altrimenti sarebbero senza speranza.

Rito Julio Alvarez

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