A Ventimiglia è stato presentato il nuovo caffè colombiano dell’Oasi di Amore e Pace

“Si tratta di portare in Europa il caffè che si produce nel nostro territorio, in Colombia, e in modo particolare nella nostra Oasis, che viene coltivato in alternativa alla coca. Si tratta di convincere i contadini e la popolazione che la coca è un danno sia in Colombia che in Italia . Vogliamo convincere i contadini a sostituire la coca con il caffè e soprattutto, se vi sono dei proventi, reinvestirli per mandare i bambini a scuola e cambiare la mentalità del luogo in una mentalità di pace.”

Queste sono le parole di don Rito Alvarez nell’incontro di presentazione e degustazione del caffè colombiano prodotto nella Fondazione Oasi di Amore e di Pace che si è svolto a Ventimiglia alla presenza di molte autorità civili e religiose.

“Il progetto è nato dall’incontro con Alessandro e Sylva Dalmasso, i quali si sono interessati di quello che sto facendo in Colombia e sono venuti con me alla Fondazione rimanendovi per tre settimane. Così è venuta l’idea di creare un marchio di caffè chiamato “Oasis Café Colombia”. Nasce quindi dal desiderio di cambiare una regione che oggi soffre per le coltivazioni di coca perché diventi un territorio di pace.

“La Fondazione in Colombia si occupa di recuperare i bambini sfruttati nelle piantagioni di coca o arruolati nei gruppi armati. Noi prendiamo questi bambini, li alloggiamo nei nostri centri, e sono loro stessi che crescendo, formandosi e studiando diventano protagonisti nei loro villaggi portando una nuova mentalità anche presso i propri parenti.

“La nostra Fondazione”, aggiunge il signor Alessandro Dalmasso, “chiamata Oasis For Peace, è una Fondazione di Monaco, quindi di diritto monegasco, che ha come scopo quello di studiare delle soluzioni per dei territori in situazioni difficili e cercare di risolvere in essi qualche piccolo problema. Noi siamo stati in Colombia, questo era uno dei nostri obiettivi, abbiamo visitato la Fondazione, siamo stati nelle zone in cui, ahimé, si produce la coca, e ad un certo punto ci è venuto in mente, con don Rito, di studiare un progetto per produrre il caffè nella Fondazione e nei territori vicini in cui i campesinos avevano deciso di abbandonare questo prodotto in favore della coca. E questo è il caffè che oggi stiamo degustando.

“La Colombia è stata una esperienza molto importante”è il commento della signora Sylva,“una esperienza forte. Queste tre settimane passate con don Rito sono state intense e commoventi, e l’incontro con i bambini e con i ragazzi è stata la motivazione per noi più importante che ci ha convinto a prendere questa decisione.”

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